Giocare è Pavia.
Il gioco ha sempre accompagnato la mia esistenza, anche e soprattutto in momenti di difficoltà o di scarsa “luce”; esso ha costituito per certi versi un “giardino” nel quale coltivare la sicurezza in me stesso. Ho 45 anni e non ho mai rinunciato al gioco come completamento della vita stessa.
Per me la svolta avvenne 10 anni fa, quando iniziai ad affiancare alla mia professione la figura di educatore volontario in campi estivi e invernali al servizio di comunità di ragazzi provenienti da difficoltà familiari anche gravi. Tale fu l’entusiasmo, mio e dei ragazzi, che mi venne assegnata la carica di “Ministro dei Giochi”. Provai come mai prima d’ora un sentimento di felicità eudamonica. Fu la comprensione interiore di aver trovato il mio “destino”: la strada della realizzazione di me attraverso la condivisione di strumenti per aiutare gli altri a realizzarsi, proprio utilizzando il gioco nelle sue diverse forme e sfumature. La passione mi ha guidato in questi anni ad una continua ricerca per costruire una ludoteca dalla quale attingere al fine di condividere esperienze sempre diverse e stimolanti. Avviai così una iniziativa, inizialmente in famiglia e tra amici e allargatasi poi in altri ambiti, per promuovere una piccola rete di cultura ludica: l’ho chiamata “Ludoteca d’Asporto” perché il gioco cammina con me e ne consegno l’esperienza alle persone e alle realtà con cui entro in contatto. Eccomi dunque qui, per firmare insieme a voi il manifesto e continuare a dedicarmi a questa “mission”.
