Contrastare la povertà educativa, promuovere benessere e prevenire disagio attraverso il Gioco, l’Arte e la Natura. Questa la preziosa missione dell’ “Associazione Fiori Florensi” con sede a San Giovanni in Fiore, Calabria. Abbiamo chiesto a Maria Costanza Barberio, socia fondatrice, di raccontarci la sua realtà. Vorremmo che un giorno anche voi possiate vederla in azione perché, ve lo assicuriamo, è una forza della natura.

Progetti attivi dell’Ass. Fiori Florensi

  • AbbracciAperte – progetto Infanzia e Donne – C.a.r.a. (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) Crotone
  • Tradizioni e Cittadinanza Globale. Cu ta passi? Chi sse riciari? Jamu avanti… progetto di educazione nelle scuole secondarie di primo grado a San Giovanni in Fiore
  • SALVAMORE, Progetto di educazione alle secondarie di secondo grado
  • Croce rossa italiana di Crotone – Incontri di gioco bimestrali
  • Militari del c.a.r.a. – Incontri di gioco mensili
  • Imparo per strada – progetto di educazione settimanale (educazione e gioco per bambini in zone della città fortemente svantaggiate) – e identico progetto bimestrale per adolescenti. [Un giorno al “Come state?” Un 17enne mi ha detto ca**o ho risparmiato 5 birre” n.d.a.]

 

di Maria Costanza Barberio – socia fondatrice

Uno cresce, solo se sognato. Danilo Dolci

Vola solo chi osa farlo. Luis Sepùlveda

La bellezza limpida è solo bambina. Pier Paolo Pasolini

Con Caterina Basile e Mariangela Pulice siamo state le 3 fiori, dal 2020, eravamo un gruppo informale di privati. Poi Rosa Maria Procopio ci ha chiesto di essere serie e fare un’associazione perché il nostro lavoro /contributo alla comunità era da valorizzare. E allora ci siamo convinte e ci ho tenuto ad avere come presidente dell’ Associazione una donna lavoratrice e mamma. Noi 3 siamo un fuoco. Ci vuole un presidente come Rosa Maria. Poi ci sono altri soci volontari: Mariacaterina Barberio, Ivana Infurna, Maria Fittante, Roberta Prato, Tommaso Olivito, Giovanni Ruggiero, Mariangela Mazzei e Maria Covello. E il segretario, mio fratello: Antonello Barberio. L’associazione resta aperta ma ci vuole coraggio a farne parte, comprendo. E siamo alla ricerca di sostenitori che possano aiutarci, ma non è facile…

 

Ogni fiore ha la sua poesia. Ci vuole coraggio, sensibilità e competenza e ci vuole l’arte per imparare ad amare una terra usurpata come la Calabria.
Sono frasi, sono mantra, sono ingredienti di coraggio che ci hanno portato ad aprire l’associazione dopo 3 anni, in 3 (gruppo informalle di privati). Amiamo la nostra terra, ci piace raccontare la storia che anche nel deserto si può e si deve fiorire e da APS (17 soci e volontari e restiamo aperti…) possiamo farlo per Statuto: collaborare è la parola magica per crescere insieme.

 

Giocando cosa succede?

In un anno abbiamo giocato con 5000 persone e a breve uscirà il bilancio sociale di Fiori Florensi che documenta con grafici, testimonianze e numeri i benefici immediati procurati dal gioco e le imprese realizzate.
Abitare in una terra al primo posto per povertà educativa. Tutte le strade portano a Roma? In Calabria portano dalla signora: ‘ndrangheta. Come cambiare questo paradigma? Sentirsi minacciati perchè siamo ricattabili (0 servizi), come rompere questo legame con questo sentimento?

Siamo Fiori Florensi APS, un’associazione di Promozione Sociale che opera in Calabria: eppure esistiamo, eppure siamo cittadini del mondo. Che i bambini e le bambine calabresi possano avere gli stessi diritti dei bimbi vicini e lontani italiani. Le famiglie. I giovani. Gli anziani. La nostra è un’utopia: ma ci serve in questo cammino come l’aria quando respiri. Ci siamo costituiti associazione per dare spazio e aria al gioco e al suo incanto.
Vogliamo scendere da questo podio. E abbiamo scelto il gioco e l’arte come strumenti di lotta verso la bellezza.
Giochiamo per contrastare la povertà educativa, per promuovere benessere ed educare alla bellezza. Per rispettare la memoria di chi c’è morto ma lotta vivo E VIVA (penso a Lea Garofalo) ancora insieme a noi. Dove cercare meraviglia? Il gioco educa alla collaborazione. Il gioco educa ad immaginare. Il gioco educa al rispetto. Il gioco anima il coraggio che è dentro ognuno di noi. Tutte cose che non piacciono alla signora.


Mettersi in gioco? Ci vuole coraggio

. E i calabresi coraggiosi ci siamo. Evviva! Non resta che giocare! Poi la Calabria è bellissima per i suoi colori e sapori. Noi fiori per esempio siamo grati alla Sila, al suo cielo terso. Giochiamo dove c’è bisogno, la persona sceglie se giocare oppure no, oppure se giocare da sola e non insieme. La persona sceglie. Sceglie. E può scegliere di non scegliere.

Lo spazio che abitiamo durante le manifestazioni di promozione sociale diventa poetico grazie al gioco: curato, protetto. Ci alleniamo ad ascoltare, per biologia questo siamo e nonostante l’ambiente, giocando (è il gioco che apre la stanza dall’aria fresca di libertà), scopriamo che siamo umani, ci vuole coraggio a restare umani: scopriamo che woooo siamo legati da uno stesso tempo, percepiamo il senso di comunità attraverso la condivisione delle storie e poi il gioco finisce e apriamo il cerchio all’educazione. L’invito a tirar fuori nella realtà quotidiana ciò che scopriamo di essere e avere nella realtà ludica ed è lo scopo di tutte le nostre uscite giocose.

 

Giochiamo con consenso.
Giochiamo per conoscere il sapore della nostra terra.
Giochiamo per ridere nonostante la negazione dei diritti fondamentali e per imparare quali sono questi diritti.
Giochiamo per imparare a scoprire come si fa la collaborazione.
Cosa può succedere?
Giochiamo per cospirare ricreazioni.
Giochiamo perchè è salute e da noi la sanità pubblica non esiste.
Giochiamo per promuovere la cultura del gioco, il diritto all’infanzia, il diritto allo stare bene, usiamo gli articoli del Manifesto del gioco per imparare con le persone a definire ciò che accade giocando (dentro, fuori ognuno di noi e nella relazione con gli altri con i luoghi).

É nato ‘o documento

per permettere alle istituzioni di stringere un patto sociale che renda il gioco un bene comune,
perchè è importante assumersi la responsabilità di quello che stiamo facendo: giocare è una cosa seria per i benefici che procura alla comunità. É compito del terzo settore immaginare un girotondo: noi Fiori invitiamo la scuola, il territorio, la comunità (minori e adulti), i municipi, gli enti di cultura a prenderci per mano per fare un girotondo che ci faccia cascare gioiosi su spazi di gioco come bene comune del cittadino che sceglie con consenso di abitarli, partecipando. Giocare è conoscere e conoscersi.

Dopo un anno da APS cantiamo “un fiore con un sasso in testa spunta uguale”. Siamo un’associazione, il nostro statuto è la nostra bandiera.
Io sono un fiore dei fiori florensi e sono un custode del gioco. E sono superkalispiristrinaaaaauuuu della scelta che ho fatto.Sono fortunata e grata di poter imparare dai Custodi, maestri quelli che dici di vita: giocosi.

Per ora cammino, ho in una mano la paura, nell’altra il coraggio, custodisco un segreto: giocare.

Buon lavoro a tutti e tutte!

Maria Costanza Baberio

Fiore e Custode del Gioco

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